La scorsa settimana, due persone diverse ci hanno posto la stessa domanda: “Il radon è quello che c’è nelle cantine?”
La risposta è semplice: no. Se il radon fosse un problema limitato ai piani interrati, il rischio di esposizione riguarderebbe solo pochi momenti della giornata. Nella realtà, questo gas può essere presente anche ai piani terra e ai piani superiori degli edifici.
Come si diffonde il radon negli edifici
Il radon può risalire attraverso:
- passaggi impiantistici
- vani ascensore
- cavedi
- collegamenti strutturali
Può inoltre diffondersi a causa di compartimentazioni non efficaci o di errori progettuali.
Un problema che riguarda ogni tipo di ambiente
Il radon non fa distinzioni tra destinazioni d’uso: si accumula in cantine, autorimesse e depositi, ma anche in abitazioni, uffici, scuole e luoghi di lavoro.
Ed è proprio questo l’aspetto più critico: la maggior parte del tempo viene trascorsa in ambienti chiusi. Per questo il radon rappresenta un tema di salute pubblica ancora troppo spesso sottovalutato.
I numeri e i fatti sul radon
- È la principale sorgente di esposizione alle radiazioni ionizzanti per la popolazione (pari a più del 40%)
- È riconosciuto come la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta (in Lombardia si stima che il 15% dei tumori polmonari sia attribuibile al gas radon)
- È un gas invisibile, inodore e incolore
L’unico modo per saperlo: misurare
L’unico modo per conoscere la concentrazione di radon in un edificio è misurarla. Spesso i risultati sorprendono anche i proprietari degli edifici più recenti.
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